La città Proibita – Recensione

Siamo nel X secolo, dinastia Tang, in Cina. Lo sfarzoso palazzo reale, sede della famiglia reale, riceve la visita del re, impegnato al fronte, che desidera celebrare con la famiglia le feste del Chong Yang. Ma all’interno della famiglia reale covano gelosie e segreti rancori, che verranno poco per volta a galla.


Sfarzoso nei costumi e nelle scenografie, con una accurata ricostruzione del palazzo imperiale di Pechino e una altrettanto scrupolosa attenzione per i costumi e usanze dell’epoca. Il palazzo brulica come un alveare, in cui tutti gli uomini, servi, cortigiani, soldati o cuochi, hanno il loro preciso compito che eseguono come macchine, in perfetta sincronia. Le macchinazioni all’interno della famiglia reale, che vedono tradimenti, scandali e intrighi crescenti, sono narrati con grande abilità e vigore dal regista Yimou Zang, che si avvale di un bravissimo Chow Yun Fat nei panni dell’impassibile e freddo imperatore e Gong Li come imperatrice dal grande contegno e forte espressività.


Ritmo del film adeguato a sapori orientali e mistici, scanditi da sagge massime, dallo Yin e Yang e dai sentimenti dell’onore verso la famiglia e la devozione verso lo spiritualismo; solo nella seconda parte troviamo anche spettacolari scene di azione e di arti marziali, in secondo piano tuttavia rispetto agli intrighi di corte su cui il film maggiormente si concentra. Gli scontri fra eserciti all’interno del palazzo sono maestosi, con migliaia di uomini in armature dorate che si scontrano su campi di crisantemi. Può sembrare eccessivamente prolisso e lento per chi non ama molti i film di stampo orientale o chi si aspetta un film più simili a ‘La foresta dei pugnali volanti’ o ‘Hero’, più incentrati sul combattimento e le relative coreografie.

Arriva il Film di Breaking Bad

  1. Arriva il film di Breaking Bad!!!

Breaking Bad diventa un film: “El Camino” dall’11 Ottobre su Netflix

L’unico modo per andare avanti è lasciarsi il passato alle spalle. Recita così l’ultimo breve teaser de “El Camino”, il sequel della seguitissima serie tv “Breaking Bad”. Quest’ultima viene considerata da molti come la miglior serie televisiva di tutti i tempi. Inoltre, è anche la più vista sulla piattaforma streaming Netflix.

Le serie sono state 5, e nell’ultimo episodio perde la vita il protagonista Walter White (Bryan Cranstone) probabilmente a causa di alcune gravi ferite. Jesse Pinkman (Aaron Paul) invece, che aveva accompagnato Walter in tutti i tragici avvenimenti, riesce a fuggire dal “sequestro” e tornare di nuovo libero. E proprio da qui che parte il teaser di “El Camino”, il film che stavolta avrà Jesse come protagonista e racconterà delle vicende successe dopo la morte di Walter.

La data di uscita è 11 Ottobre 2019, in esclusiva sulla piattaforma Netflix o su cb01.

Il teaser

Il video inizia con una scena notturna dove in lontananza si vede l’auto di Jesse. E’ una Chevrolet El Camino, da cui il film prende il nome. Dentro l’auto c’è proprio Jesse in uno stato di profondo turbamento. Sembra molto ansioso e visibilmente preoccupato, fuma una sigaretta quasi tremolante.

 In sottofondo si sente la radio accesa, stanno passando proprio la notizia della carneficina appena commessa. Jesse è appena miracolosamente scampato a questo massacro. Il notiziario dice che le persone rimaste uccise sono state 8, mentre la polizia sta cercando un nono possibile componente della banda, interessato sui fatti. Si riparte dunque dalla fuga del giovane Jess, che ancora non è giunta al termine. Sicuramente si ritroverà in mezzo ad altri problemi.

Agli appassionati non sono affatto sfuggiti i capelli di Jesse, che sono lunghi. Nell’ultima puntata della quinta serie invece era rasato. Quello che hanno fatto notare non è una cosa di poco conto, ma anzi potrebbe avere un determinato significato. Ci viene difficile pensare ad un errore da parte della regia, sicuramente avranno visto e rivisto le scene dell’ultima puntata prima di girare il teaser. Quindi non ci resta che pensare una cosa soltanto. Sarà successo qualcosa nel mentre ?

Il film

Come già anticipato, il film si concentrerà sulla vita di Jess dopo la morte di Walt e l’uscita dal giro legato alla metanfetamina. Sarà lui il protagonista e buona parte del film racconterà del tentativo di Jesse di sfuggire dalla polizia. Ma non è finita qui. Jesse dovrà fuggire anche dalla morsa della Fratellanza Ariana. L’unica cosa che interessa a Jesse, a questo punto, è riacquisire la libertà e lasciarsi il passato alle spalle. Ma per fare tutto questo c’è ancora bisogno di un po’ di tempo.

Una notizia che fa sorridere i fan, invece, è che ci saranno diversi personaggi che potremo rivedere proprio in questo sequel. Il creatore della serie, Vince Gilligan, ha dichiarato che anche i riferimenti alle passate stagioni saranno frequenti. Quello che però non è chiaro è se dovremo aspettarci un ritorno di Walter White, anche solo in qualche scena.

Per scoprirlo, non ci resta che attendere l’11 Ottobre. El Camino sta arrivando.

Ironclad – un Film Storico Formidabile

1215, Inghilterra: dopo anni di vessazioni da parte di re Giovanni, i baroni inglesi, unitisi insieme, lo sconfiggono con l’aiuto della Chiesa e dei Templari, e lo costringono a firmare una Magna Carta che rende la libertà agli uomini. Ma re Giovanni non si arrende a questo: reso fanatico dall’odio e dal suo egocentrismo assolda un esercito di danesi per riprendersi ciò che ritiene un diritto divino. Marcerà quindi dalle spiagge meridionali verso Londra, per ripristinare la sua tirannia soffocando nel sangue ogni ribellione. Un gruppo di coraggiosi cercherà di fermarlo alla fortezza di Rochester, un punto chiave strategico, in attesa dell’aiuto dei francesi. L’assedio e la lotta per la sopravvivenza dureranno mesi.


Un Paul Giamatti nei panni del re John contrapposto alla figura affascinante del templare dal forte senso dell’onore (James Purefoy) dominano lo schermo, così come l’assedio al castello di Rochester, che dura per la maggior parte della pellicola. La vicenda storica è rielaborata e riadattata con non poche differenze rispetto alla realtà. Il re crudele decide di vendicarsi sui firmatari della Magna Carta assoldando un esercito di mercenari, ma viene bloccato dal gruppo di prodi, tra cui contiamo il barone Albany (Brian Cox), lo scudiero Guy (Aneurin Barnard), il cavaliere templare Marshall (James Purefoy) e un paio di tagliagole (Jason Flemyng, Mackenzie Crook (uno dei pirati dei Pirati dei Caraibi)) messi per aumentare il numero di ‘buoni’ di cui rimpiangere la morte. A Rochester, Lord Cornhill (Derek Jacobi) e la giovane e indomabile moglie Lady Isabel (Kate Mara) saranno costretti a barricarsi dietro alla cinta muraria assieme al gruppo di insorti, per difendere a tutti i costi le loro vite e l’Inghilterra.

Sebbene alcuni particolari della vita dell’epoca non siano stati ricreati alla perfezione, vuoi per sbadataggine dello scenografo o per semplificazioni cinematografiche, il film non è peggiore di molti altri per quanto riguarda la ricostruzione e gli ambienti, e le scene dell’assedio in qualche modo riescono a sembrare verosimili, con qualche piccolo spunto interessante. Il tutto è accompagnato da alte dosi di violenza, arti mutilati, sangue a fiotti che possono sconfinare nello splatter. Il cast risulta di alto livello, ma forse sprecato per una trama che va via via assottigliandosi di consistenza e di mordente con il passare dei minuti. Anche le scene di azione, vero unico motore del film, non sono condotte certo in modo impeccabile nè epico, risultando anche di una certa prevedibilità per quanto riguarda la cadenza degli eroi che inevitabilmente muoiono, come se la scenografia dei decessi dovesse seguire un orario prestabilito. Se ci aggiungiamo anche una trama mancante di una maggiore eleganza ed originalità, resta un prodotto magari da dvd, senza troppa infamia ma anche senza alcuna lode.

Alatriste e Elizabeth Golden Age

Diego Alatriste combatte al soldo dell’esercito spagnolo nelle Fiandre: qui, in un interessante inizio del film, perde un compagno di ventura, che gli lascia in pegno l’addestramento del figlio. Da qui in poi il film veramente degenera, e diventa un polpettone a stenti comprensibile di 2 ore e più. Decine di personaggi male introdotti e situazioni al limite dell’ironico rendono il tutto incomprensibile per uno spettatore medio come me. Molto meglio per quanto riguarda la fotografia, lle inquadrature e i costumi, che fanno apparire il film ‘un’opera d’arte’. Certo, se una persona vuol vedere un film con un po’ d’azione, una trama decente e chiara e (se non si chiede troppo) qualche colpo di scena, beh se ne guardi bene da questo ‘destino di un guerriero’, che rimane per lo più relegato a quei pochi cultori del cinema da ‘affresco’.

Elizabeth – The Golden Age narra gli anni del potere della protestante regina di Inghilterra Elisabetta (Cate Blanchett), che si dovrà confrontare con intrighi di corte e cospirazioni tra la cugina Maria Stuart e Filippo II di Spagna che vogliono far tornare il cattolicesimo. Elizabeth non è solo regina, ma anche donna e guerriera (come da sottotitolo), infatti si innamora di un esploratore capitano di vascello, uomo che ‘arriva sin dove le carte finiscono’, e dovrà far forza a sè e al suo esercito quando l’invincibile (anche se non lo fu più di tanto) armada spagnola minaccerà le coste inglesi.


Elizabeth The golden Age è un filmone in costume, magnifiche sono le ambientazioni e i vestiti ricreati con grande lavoro, stupenda la colonna sonora che accompagna i momenti salienti. Il punto focale del film sono le passioni, i sentimenti, le paure di una grande regina, sia pur con le sue debolezze, il suo rapporto con la dama di corte (anch’essa Elizabeth) e con il ‘pirata’ avventuriero (Clive Owen), il tutto proposto con vigore, profondità ed eleganza. Il pallore di Cate Blanchett accentua il tono di drammaticità del film, che però non scade mai nell’eccesso.

Pathfinder il Film

E’ ormai un fatto storicamente provato che i primi occidentali a sbarcare in America furono i Vichinghi, probabilmente sulle coste del Labrador, e ben 500 anni prima della presunta data a cui si riferisce la spedizione di Colombo. In PathFinder una prima incursione ad opera dei violenti e assetati di sangue Vichinghi finisce ricacciata in mare, e l’unico di loro che rimane in vita è un giovane, che sarà allevato dalla tribù locale del Popolo dell’Alba. Ma 15 anni più tardi le navi drago dei Vichinghi tornano a sbarcare per conquistare, saccheggiare ed uccidere i pacifici autoctoni. Il nostro eroe guerriero (Karl Urban) si ergerà in difesa dei più deboli, lottando all’ultimo sangue contro la sua stessa stirpe per salvare la donna amata.


Pathfinder sa appassionare lo spettatore, l’azione e il ritmo del film sono incalzanti e le scene di combattimento ben realizzate, con un certo gusto verso il rallenty. Stupendi gli scenari innevati e glaciali, così come le ricostruzioni dei costumi. Il filtro grafico al computer, che rende tutte le scene oscure, nebbiose ed inquietanti dona infine a questo film quel che di ancestrale che si addice ad una storia primordiale e di avventura com’è questa.

Recensione del Film Mongol (2007)

Mongol ripercorre le vicende che hanno visto, nel XII secolo, l’avvento di Gengis Khan, dalla sua infanzia tormentata fino alla battaglia cruciale che lo designerà guida di tutte le tribù mongole. Nella nostra cultura occidentale, Gengis Khan viene rappresentato come uno spietato capo che portò la distruzione tra le tribù della steppa mongola, assoggettandole ai suoi ordini. In questo film viene rappresentato piuttosto come l’uomo in grado di unire e di dare leggi alle rozze tribù mongole, disunite e in lotta tra loro; è visto come uomo di grande forza d’animo, dotato di grande senso dell’onore e abilità tattiche nei combattimenti. Viene anche presentato come fondamentale nella sua vita l’amore per la moglie Borte, che lo segue fedelmente e lo consiglia.


Temudgin, vero nome del condottiero, da giovane è destinato a diventare successore di suo padre come guida del clan, il Khan. Le unioni tra tribù sono sancite da matrimoni organizzati nella gioventù dei ragazzi, e Temudgin in questo modo conosce Borte. Alla morte del padre però, un clan rivale lo spodesta e gli dà la caccia. Temudgin sopporterà la schiavitù, tormenti e grandi privazioni, tornando sempre in cerca della sua amata. Altro elemento importante della storia è la presenza del fratello di Temudgin, Jamulka, che ne è prima aiuto indispensabile, quindi nemico acerrimo fino alla battaglia finale per il predominio sui clan.
Le suggestive riprese della steppa mongola, delle vaste praterie attraversate a cavallo e la trama abbastanza lineare lo rendono un film piacevole e interessante; ottimale anche la ricostruzione di usi e costumi della popolazione mongola dell’epoca.